Tassa sui disabili: scoppia la contestazione

DSCN0624DSCN0626“Anche per voi finalmente i disabili hanno un valore“; così recita lo striscione che i membi delle associazioni delle persone Disabili e delle loro Famiglie espongono fuori la sede del Consiglio Regionale, in via Fieschi.
E‘ un gruppo nutrito di persone, decise a far valere il diritto agli interventi di cura, di riabilitazione ed assistenza, messi a rischio dalle decisioni degli amministratori locali.
La Regione Liguria intende infatti introdurre il principio della compartecipazione alle spese sanitarie dei disabili e delle loro famiglie ai costi degli interventi riabilitativi in strutture sanitarie residenziali e semiresidenziali.
In pratica, a partire dal prossimo anno, le famiglie che hanno tra i loro congiunti un disabile dovranno farsi carico di onere mensile tra i 600 e i 1350 euro.
Una cifra che pochi nuclei famigliari saranno in grado di pagare. Molte famiglie saranno costrette a rinuciare ai centri di riabilitazione, dove i diversamente abili sono ora seguiti, curati, stimolati nello sviluppo delle loro competenze, anche sociali.
La disabilità viene ridotta ad un costo, da addossare a quelle famiglie che hanno scelto di favorire l’integrazione nella società dei loro figli, e questa “tassa dei disabili” ha il sapore amaro di un ritorno al passato, dove il disabile era costretto a vivere da recluso lontano ed impedito dalla società ad ogni forma “normale” di esistenza.
Sono passate da poco le 9.30, quando la candidata alle europee del PDL, Isabella De Martini, scende tra i manifestanti, per testimoniare la sua solidarietà. La De Martini definisce “odioso” l’atteggiamento di Burlando e dell’assessore competente, tesi a risanare il bilancio della sanità ligure a scapito dei diritti dei più deboli.
Poco dopo è la volta di Vincenzo Nesci, distribuire alla folla copia dell’ interrogazione a risposta immediata che il suo gruppo consiliare (PRC-SE) ha posto in consiglio, a firma dello stesso Nesci e di Giacomo Conti. “Vista l’imposizione perpetrata dal Governo Berlusconi che vuole imporre l’introduzione di tale compartecipazione” si legge nella nota , i consiglieri di PRC-SE, s’interrogano se sia il caso di “proporre una soluzione alternativa di pari gettito , evitando di introdurre una imposizione di fatto antisociale”.
Gli interventi sembrano tranquillizzare la folla per un momento. Verso le 11.00, i rappresentanti delle associazioni vengono invitati ad esporre le loro richieste in consiglio. Per loro viene aperta solo una porta laterale, e i rappresentanti entrano alla spicciolata, a stento, facendosi largo tra la folla. Chi è in carrozzella fatica ad entrare, ma la prassi viene rigidamente applicata. Qualcuno tra la folla sbotta , indispettito contro questa ennesima mancanza di sensibilità.
Ma la legge è legge, va applicata.
In ogni caso?

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