Giornata di studi dedicata a Jacopo Bonfadio
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Giornata di studio dedicata a Jacopo Bonfadio, mercoledì 10 giugno, presso i locali della Biblioteca Berio e di Palazzo Ducale: l’iniziativa è promossa dall’Assessorato allo Svilu Genova’Innovazione e dei Saperi del Comune di Genova ed intende commemorare il cinque centenario dell’intellettuale genovese d’adozione.
Si comincia alle 15.30 alla Sala Lignea della Biblioteca Berio con la visita guidata alla mostra “Jacopo Bonfadio: storico e letterato nella Genova del Cinquecento”. La mostra rimarrà poi aperta al pubblico fino al 27 giugno e sarà visitabile da lunedì al sabato dalle 14.30 alle 18.00.
Alle 17.00 le celebrazioni si spostano alla Sala del minor consiglio di Palazzo Ducale per il convegno “Jacopo Bonfadio, una storia genovese”. presenti l’assessore Andrea Ranieri, il pril preside della facoltà di Lettere e filosofia dell’università di Genova, Francesco Surdich. Ad Antonio Zavatteri e Mauro Parrinello saranno affidate le letture teatrali “Ipotesi di un processo: una sentenza già emessa”, che introdurranno idealmente il documentario “Jacopo Bonfadio, pellegrino senza meta” di Dario Bellini e Paola Pasini.
La vicenda di Jacopo Bonfadio è ancora oggetto di discussione tra gli storici: nato cinquecento annni fa a Gazzane (tra Salò e il fiume Clisi, in provincia di Brescia), Bonfadio compie i suoi studi a Padova e, dopo aver preso gli ordini minori, prosegue i suoi studi letterari sotto la protezione di famosi cardinali. Le sue peregrinazioni lo porteranno prima a Roma, e poi Napoli. Nel novembre del 1544 si treasferisce a Genova, dove trascorre felicemente alcuni anni, lavorando come pubblico lettore e annalista della Repubblica.
Proprio a Genova viene accusato di sodomia, condannato e decapitato, il suo corpo verrà bruciato il 19 luglio del 1550, ma gli atti del suo processo non verranno più ritrovati.
Eretico o omosessuale, o ancora personaggio scomodo per i suoi giudizi non troppo lusinghieri ad alcune note famiglie genovesi, i reali motivi della condanna ancora sfuggono al motivo degli storici.