Il cellulare costa la maturità ad una studentessa di Genova
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I tempi cambiano e se una volta era il libro a essere galeotto ora tocca ai cellulari essere proibiti, o almeno a costare l’esame di maturità.
Questo è quanto accaduto a Genova, Liceo Cassini, durante la sessione di esami per la maturità a una delle migliori allieve dell’istituto che se non prendeva la lode sarebbe di certo uscita con un cento visto che partiva con un credito di 23 punti su 25, come conferma il preside del Cassini.
La ragazza al termine della seconda prova di esame è stata sorpresa con il cellulare, prontamente sequestrato. La commissione si è quindi riunita per valutare il caso optando per la non ammissione della studentessa agli orali nonostante avesse già sostenuto anche la terza prova scritta, bocciando di fatto la candidata.
La notizia ha suscistato scalpore e curiosità in città e tra gli studenti in generale che si sono trovati a discutere su quanto precisa il il Consiglio di Stato, ovvero che l’utilizzo è causa di espulsione. Nessuno può però confermare se il cellulare della studentessa ligure sia stato effettivamente usato o meno ma, sempre secondo il parere del Consiglio di Stato: se acceso è come se fosse utilizzato.