Greenpeace, Rainbow Warrior e oranghi all’assalto delle acque genovesi

- Non più l’oceano o le baleniere giapponesi, stavolta al centro dell’azione dimostrativa di , l’associazione ambientalista, è stata la nave “”, attracate presso le banchine portuali genovesi.

Tre gommoni guidati da travestiti da oranghi (una delle specie animali maggiormente esposta al rischio di estinzione) sono partite dalla storica ammiraglia verde, la “Rainbow Warrior”, verso la nave cisterna , “carica – secondo una nota di – di biodiesel appartenente alla multinazionale Wilmar e ottenuto dall’olio di palma”.

Sempre secondo quanto comunicato da , questa azienda sarebbe “campione di deforestazione in Indonesia” e l’espansione delle coltivazioni industriali di palma da olio, per la produzione di beni di consumo e persino biodiesel, starebbe distruggendo molte foreste, decimando in alcune aree del pianeta gli ultimi oranghi. Per questo con una protesta pacifica gli si sono avvicinati alla nave ormeggiata nel porto genovese e hanno fissato con dei magneti sulla fiancata lo striscione “Taglia la CO2, non le foreste”.

“Bruciare le foreste per produrre benzina verde non può essere la soluzione per combattere i cambiamenti climatici. Ad accelerare questo processo è anche la legge europea che prevede entro il 2020 la sostituzione del 10% del totale dei consumi di carburante in biodiesel“.

Oltre all’azione dimostrativa, durante il fine settimana ha aperto le porte della sua “Rainbow Warrior” a visitatori e curiosi.

(la foto della è tratta dal sito www..org)

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