Il Comune di Genova e la relativa azienda controllata Sportingenova, società al 100% comunale, hanno deciso di cedere ad un istituto bancario il credito maturato nei confronti di Sampdoria e Genova per quel che riguarda gli affitti arretrati dello stadio.
Fino al 2010 i club liguri hanno pagato con costante regolarità ma nel corso dell’ultima stagione il debito complessivo accumulato è arrivato a un milione e 600 mila euro circa.
Ora sarà una banca a dover esigere la somma dovuta dai club di Garrone e Preziosi, ovvero Samp e Genoa, dietro pagamento di una commissione, in questo modo Sportingenova riuscirà ad ottenere quanto dovuto
Genova- Settimana intensa per la Sampdoria che si trova in pieno caos Cassano.
La scelta della società di mettere fuori rosa il calciatore, in seguito al diverbio tra lui e il partron Garrone, per ora sembra non portare buoni risultati.
Il giocatore intanto è intenzionato a chiedere i danni al club ligure ed è intoltre stato estromesso anche dalla nazionale di Prandelli.
Discorso diverso invece per quel che accade in campo senza Fantantonio dove lì, per citare Califano “tutto il resto è noia”.
Quattro partite senza il fantasista pugliese significa zero gol fatti e così Marassi blucerchiata comincia a fischiare alla fine della partita, terminata a reti inviolate, con il Chievo contestando la linea dura di Garrone.
Genova- Anche Padre Fortunato Romeo, il prete che ha celebrato le nozze di Antonio cassanon con Carolina si è mosso in aiuto del figliol prodigo barese che vorrebbe essere reintegrato nella squadra blucerchiata dopo le recenti polemiche scoppiate in merito alla lite tra il patron blucerchiato Garrone e il calciatore barese.
Questa l’intervista religioso rilasciata a”Leggo”:
«Garrone potrebbe perdonare Antonio. Io che lo conosco vi dico: è veramente pentito di quello che ha fatto ed è successo. Bisogna dargli un’altra possibilità, assolutamente. Capisco la posizione di Garrone anche se non la condivido in toto. Lui deve tutelare l’immagine del club e quando si riceve un colpo del genere, la tentazione è quella di chiudersi in se stessi. È stato un episodio senza dubbio grave, che però non deve far dimenticare che Cassano aveva imboccato la strada giusta».
Genova- Un lunedì che comincia con umori opposti in città dopo la sconfitta di sabato del Genoa all’Olimpico contro la Roma e la rimonta casalinga del Doria, targata finalmente Cassano, contro la Fiorentina.
Ma ultimamente a Genova, la parola calcio è solamente un sinonimo o un modo di dire del corrente e polemico “poltichise” per riferirisi ai fatti di Italia-Serbia e ai suoi incidenti.
Senza gettare troppa benzina sul fuoco delle polemiche ancora accesse, segnaliamo come le famose “reti” tagliate da Ivar il serbo non siano ancora state sostituite ma siano state solamente rattoppate con mezzi più o meno di fortuna.
Cosa che non ha di certo tolto il buonumore ai tifosi della Sampdoria che non hanno perso l’occasione di mostrare tutto la loro ironia negli striscioni presenti ieri a Marassi, recanti la scritta:
Genova- Italia-Serbia doveva essere una festa, come quell’Italia-Spagna di Roberto Baggio e invece è diventata, troppo presto, un incubo da dimenticare più in fretta possibile.
La partita è stata prima sospesa e poi addirittura annullata dopo la guerriglia serba sugli spalti di Marassi. Probabile che si vada verso un 3-0 a tavolino per l’Italia mentre non è ancora certo il futuro della nazionale serba, si parla o di prossimo turni a porte chiuse o di sospensione.
Ma l’orribile spettacolo non è passato certo inosservato al resto d’Europa, dalla Spagna all’Inghilterra, sulle principali testate è tutto un coro d’indignazione mentre la stampa serba si cosparge il capo di cenere e porge le sue scuse al mondo.
Genova- Tornano le bombe e il clima di tensione proprio come negli anni 60, anche se in minor modo.
Anarchici contro le galere italiane, storia vecchia che si ripete nuovamente in città.
A essere stato oggetto di un attentato incendiario fallito è stata una stata una stazione mobile della polizia parcheggiata davanti al terminal traghetti, nel porto di Genova.
In seguito alla fallita azione eversiva è comparsa una mail anonima sul sito di Controinformazione e lotta alla repressione dove un gruppo anarchico legato all’area ‘Anticarceraria e prigionieri’ rivendicava il tutto.
Nella mail il gruppo descriveva sommariamente l’azione, motivandola come gesto ”in solidarieta’ ai prigionieri che lottano a Marassi e in tutte le altre carceri”.
Poteva e doveva essere tutto perfetto tanto che il Werder ha tremato sotto i colpi potenti, geniali e fantastici del dinamico duo blucerchiato: Pazzini e Cassano.
Il Pazz ha fatto suo con una splendida doppietta eseguita da spietato killer d’aria di rigore, un uno due iniziato con un potente colpo di testa per il gol dell’uno a zero e poi la splendida coordinazione per girata al volo che portava la squadra di De Carlo sul due a zero.
E come se non fosse bastato ecco che Antonio Cassano pennellava nella Champdoria un quadro perfetto, infilando di tacco il 3 a 0.
Una serata magica, fatta di sogni, in un Marassi strapieno.
Peccato che il finale sia stato rovinato dal Werder che in pieno recupero trovava il gol del 3 a 1 per accedere ai supplementari e quindi affondare una stramata Samp con un un tiro da fuori di Pizzarro.
I blucerchiati danno quindi l’addio alla Champions League a testa alta per andare a giocarsi l’Europa minore, quella della Euo Leauge.
GENOVA – E’ finita l’antica maledizione del Genoa, lanciata 100 anni fa da una contadina che si vide oscurare i suoi orti dalla costruzione dello stadio di Marassi. Era il 19 agosto del 1910 quando il marchese Musso Piantelli, socio e tifoso del Genoa Football and Cricket club decise di cedere un parte dei suoi terreni per permettere la costruzione dello stadio cittadina, mutando inesorabilmente l’aspetto del quartiere. La maledizione contadina, famosa in città, avrebbe dovuto suonare più o meno così:”Genoa, non vincerai nulla per i prossimi cent’anni; non vedrai più la luce delle vittorie, cosi’ come io non vedo più la luce del sole”. A ricordarla sono soprattutto i vecchi cuori rosso blu anche se la storia viene a galla tutte le volte che le cose vanno male al Grifone, vedi la storia genoana piena di scudetti persi in modo rocambolesco,di partite disgraziate,di tragedie personali e di retrocessioni.
Ad ogni modo, i tifosi del Genoa scaramantici e non possono tiare un sospiro di sollievo, il termine maledetto è passato.
Genova- Che in città servano un po’ di soldi lo si capiva da tempo viste anche le recenti situazioni che qui, su Genovamag abbiamo recentemene toccato, ovvero la cassa integrazioen del Carlo Felice e la protesta del rettore dell’Università di Genova ma ora, per fare cassa e battere moneta, arriva anche lo sdoganamento comunale dello stadio Luigi Ferraris nel quartiere di Marrassi.
Il Tempio del tifo genovese ora non sarà più lasciato solamente al calcio e a qualche concerto perchè tra poco diventerà ufficialmente sede di matrimoni: il pacchetto completo prevede nozze e giro di campo tra gradinate e tribune con tanto di lancio del bouquet da parte della sposa ai tifosi sulle gradinate un’ora prima della partita, tanto è sempre di domenica (quasi visto le bizzarrie del calcio moderno e dei suou calendari)!
La notizia anche se semi seria è vera e sembra essere stata ben accolta in città visto che Palazzo Tursi è già alle prese con una lista di tifosi che vogliono sposarsi su quel grande prato verde.
Genova- Dopo le polemiche legate a Lazio-Inter di domenica scorsa, viste le pressioni “a perdere” dei supporter biancocelesti nei confronti della loro squadra, a far parlare oggi sono i tifosi del Genoa. Ma stavolta non ci sono scudetti in ballo o interessi economici; alla base della loro protesta vige infatti una semplice richiesta di rispetto per la tragica perdita di una vita umana che brucia, non solo nelle parole della targa di Marassi dedicata a Spagna :”Vivere nei cuori di chi vive non è morire”, ancora oggi.
Quindici anni fa la domenica del pallone accoltellato si fermò su una delle sue più brutte pagine di sempre. Era il 29 gennaio 1995 e a Marassi si sarebbe dovuto giocare un Genoa- Milan di un campionato qualsiasi ma si finì invece con le tristi immagini televisive dei tifosi rossoblù che dalle gradinate azionano gli idranti per impedire lo svolgimento della partita dopo l’omocidio di Vincenzo “Spagna” Spagnolo. Quel giorno si fermò tutto il calcio, anche quello parlato/televisivo; si è cristallizzata nella memoria collettiva la scena di Fabio Fazio che abbandona lo studio di “Quelli che il calcio”.