Ordigno incendiario contro stazione di polizia rivendicato dagli anarchici

immagine d'esempio

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Genova- Tornano le bombe e il clima di tensione proprio come negli anni 60, anche se in minor modo.
Anarchici contro le galere italiane, storia vecchia che si ripete nuovamente in città.

A essere stato oggetto di un attentato incendiario fallito è stata una stata una stazione mobile della polizia parcheggiata davanti al terminal traghetti, nel porto di Genova.
In seguito alla fallita azione eversiva è comparsa una mail anonima sul sito di Controinformazione e lotta alla repressione dove un gruppo anarchico legato all’area ‘Anticarceraria e prigionieri’ rivendicava il tutto.
Nella mail il gruppo descriveva sommariamente l’azione, motivandola come gesto ”in solidarieta’ ai prigionieri che lottano a Marassi e in tutte le altre carceri”.

La polizia contro Don Gallo

Don Andrea Gallo

Don Andrea Gallo

Genova- Porebbe essere uno di quei Z movie italianissimi degli anni 70, girati a basso costo e con poche idee, ma invece è tutto vero: i poliziotti ce l’hanno con Don Gallo.
Tramite il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Franco Maccari, indirizzano una lettera aperta al Pontefice:

“Beatissimo Padre, ci rivolgiamo a lei per rappresentare il disagio che posizioni estremiste violente più volte esternate da un certo don Andrea Gallo di Genova ingenerano nei servitori dello Stato”.

Nella missiva seguono anche numerosi riferimenti alle opinioni non certo ortodosse di Don Gallo, come in occasione del recente concerto genovse di Simone Cristicchi, già al centro di un polemica trattata da noi di Genova mag per il suo brano “Genova Brucia”:

“Don Gallo sale sul palco, canta ed aggiunge parole di altrettanto insensato ritorno ad una violenza che sembrano ispirarlo e guidare le sue azioni, più del Vangelo. Ci permettiamo di rivolgerci a lei Santo Padre, chiedendole di allontanare don Gallo dalla scena pubblica, nei modi più opportuni, fino a quando non smetterà di mistificare la propria opera per non violenta, mentre predica in modo diametralmente opposto”.

Simone Cristicchi canterà a Genova e la Polizia brucia di indignazione

Simone Cristicchi

Simone Cristicchi

Genova – Ci sono parole che ancora bruciano in città e questo fine settimana si presenta fin troppo aperto alle polemiche. Se, come abbiamo visto ieri, i tifosi genoani si organizzano per protestare contro l’arrivo in città dei supporter milanisti in occasione di Milan Genoa (vedi post precedente), un’altra parola che risulta essere ancora “impronunciabile” in città è: G8, il summit dei grandi del paesi.

A trovarsi implicato nelle polemiche locali stavolta è il cantautore romane Simone Cristicchi che al concerto dei sindacati, il Concertone del Primo Maggio, ha cantato la sua “Genova Brucia” testo che non è proprio andato giù ad alcuni sindacati di polizia, Ugl e Coisp, tanto che quest’ultimo attraverso il suo segretario provinciale, Matteo Bianchi, ha invitato i poliziotti non in servizio a recarsi l’8 maggio al porto antico per i Trl Award 2010, dove Cristicchi canterà, per, si legge, “onorarlo come merita”.
Bianchi precisa poi che è “un invito ironico a fischiarlo civilmente”.

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Denunciato bookmakers settantenne

La passione o il demone del gioco d’azzardo sembra non avere età, anche in una regione demograficamente “vecchia” come la Liguria e così un settantenne genovese è finito sul registro degli indagati per il reato di “esercizio abusivo delle scommesse”.

Durante un controllo della polizia, in un circolo operaio di Sampierdarena, l’anziano bookmakers è stato sorpreso a raccogliere scommesse su partite del campionato di calcio e sull’estrazione dei numeri del lotto, per una somma di duemila e cinquecento euro, sequestrati come prova del presunto illecito.

Blitz della polizia a Brignole

DSCN0534Blitz della polizia a Brignole. Questa mattina, verso le ore 6.00, la polizia ha perquisito alcuni alberghi nella zona limitrofa alla stazione Brignole.
Ben 7 volanti della volanti della polizia di stato sono state impiegate nelle ricerca di due pregiudicati.
Non si conoscono le generalità dei ricercati, entrambi sulla quarantina e uno dei quali originario di Licata. I due sarebbero stati segnalati alla polizia come alloggiati in una delle numerose strutture ricettive intorno alla stazione. .
Di qui i controlli alle prime luci dell’alba, mentre altre due volanti presidiavano gli accessi alla stazione.
Le indagini non hanno fornito, al momento riscontri positivi.