Genova: gli studenti organizzano un funerale per la cultura

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Genova-Natale periodo di proteste.
In questo periodo sembra infatti che ogni categoria abbia, a torto o a ragione (non sta a noi giudicare), i suoi validi motivi per inscenare in piazza una protesta.

Capita così sempre pià spesso di incontrare in città qualche sciopero ma tra tutti segnaliamo sicuramente quello più originale: il funerale per la cultura!

Come quello portato per le strade del centro cittadino dagli studenti delle scuole superiori genovesi che si sono vestiti a lutto, inscenando un vero e proprio funerale, per la scomparsa della cultura.
Il culmine della manifestazione c’è stato quando i giovani si sono sdraiati a terra, con un libro sul cuore, per poi ritrovarsi in via San Vincenzo a leggere tra l’applauso della folla.

immagine tratta da:http://www.chitblog.net/index.php/e-se-gli-studenti-fossero-solo-i-primi/

Genova protesta contro la riforma Gelmini

precari

precari

Genova- Come Roma o come in quasi tutta Italia, anche in in Liguria scatta la protesta del mondo della scuola e dell’università contro la riforma indetta dal ministro Gelmini.

A Genova, nel cortile del rettorato dell’Università, gli studenti dell’ateneo e i docenti precari della “Rete 29 aprile” hanno dato forma alla loro protesta, stabilendo un presidio per protestare contro i tagli voluti dalla riforma, ancora in discussione alla Camera.

Ma non solo Genova, proteste si segnalano ad Alassio dove gli allievi di un istituto alberghiero hanno occupato simbolicamente la rotonda di via Diaz per protestare contro la soppressione di un corso sul turismo.

foto tratta da flickr-album di Curales

Studenti genovesi contro rincaro Arssu

arssu

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Genova- E gli studenti non stanno più a guardare. E’ infatti prevista una loro manifestazione (che unisce scuole superiori e università) contro i probabili tagli al bilancio dell’Arssu, l’agenzia regionale incaricata di gestire le case dello studente e le mense.

L’Arssu gestisce tutte le mense universitarie della Liguria, di cui otto solamente nella città di Genova.

Dal prossimo anno i prezzi aumenteranno.
Niente più colazione gratis, cosa che attualmente riguarda ben 900 studenti alloggiati nelle case dello studente dove ogni mattina hanno a disposizione caffè e brioches, ma anche niente più pranzo gratuito alla mensa e conseguente eliminazione della cena a 1,80 euro con primo, secondo, bibita e dolce per i borsisti.
L’aumento previsto dovrebbe portare il prezzo a 5,50, frutto di un sensibile ricarico.

Sciopero della fame per i dipendenti ex Iride

sciopero della fame

sciopero della fame

Genova- Arriva a Genova lo sciopero della fame e a portarlo sono i lavoratori delle ex ditte di appalto Iride che hanno deciso di protestare in questo modo organizzando un presidio davanti alla sede del Comune.
I delegati della Filca Cisl e Filea Cgil spiegano in un comunicato il motivo che ha portato a questo improvviso inasprimento della protesta:

“contro la mancata applicazione della clausola di salvaguardia occupazionale prevista nell’intesa sottoscritta tra Iride e sindacati e l’elusione delle regole di trasparenza e legalità nell’attribuzione e nell’esecuzione degli appalti. Il silenzio delle Istituzioni ci ha portati a questo punto, ci sentiamo abbandonati da tutti…
I sindacati denunciano da tempo l’elusione dei contratti e la cattiva organizzazione del lavoro delle aziende oggi in appalto a Iride, con l’utilizzo di forme di lavoro al limite della legalità come subappalti camuffati e caporalato…
Quello che ancora di più preoccupa è il silenzio delle istituzioni e la mancanza di dialogo sulla gestione degli appalti in tempo di crisi apre le porte a fenomeni degenerativi dove il lavoro nero o irregolare dilaga e dove ‘per una manciata di denaro’ si assoldano gli operai a giornata”.

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Genoa- Milan, protesta dei tifosi rossoblù: No al giorno della vergogna

Targa Vincenzo Spagnolo

Targa Vincenzo Spagnolo

Genova- Dopo le polemiche legate a Lazio-Inter di domenica scorsa, viste le pressioni “a perdere” dei supporter biancocelesti nei confronti della loro squadra, a far parlare oggi sono i tifosi del Genoa. Ma stavolta non ci sono scudetti in ballo o interessi economici; alla base della loro protesta vige infatti una semplice richiesta di rispetto per la tragica perdita di una vita umana che brucia, non solo nelle parole della targa di Marassi dedicata a Spagna :”Vivere nei cuori di chi vive non è morire”, ancora oggi.

Quindici anni fa la domenica del pallone accoltellato si fermò su una delle sue più brutte pagine di sempre. Era il 29 gennaio 1995 e a Marassi si sarebbe dovuto giocare un Genoa- Milan di un campionato qualsiasi ma si finì invece con le tristi immagini televisive dei tifosi rossoblù che dalle gradinate azionano gli idranti per impedire lo svolgimento della partita dopo l’omocidio di Vincenzo “Spagna” Spagnolo. Quel giorno si fermò tutto il calcio, anche quello parlato/televisivo; si è cristallizzata nella memoria collettiva la scena di Fabio Fazio che abbandona lo studio di “Quelli che il calcio”.

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I precari dell’istruzione ligure si riuniscono il 14 settembre

I precari della scuola pubblica genovesi hanno scelto la data per manifestare il loro dissenso contro le nuove riforme della scuola e scenderanno in piazza il 14 settembre prossimo in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico ligure.

Per via della riforma e dei tagli voluti dal Minisetro Maria Stella Gelmini saranno circa 350 le cattedre in meno rispetto all’anno scolastico 2008.

I precari dell’istruzione si sono così riuniti in assemblea per vagliare tra le diverse forme di protesta civili attuabili quelle da adottare:
come l’improvvisarsi lavavetri con tanto di biglietto da visita per essere chiamati a tenere lezioni private o l’andare nelle scuole ad offrire gratuitamente i loro servizi.

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Genova, presidio contro il decreto Brunetta

100_2156_genova_piazza_de_ferrari_corteo_studenti_striscione_ambiance_23_ott_08 (2)Giornata di protesta, oggi a Genova. Dalle 10 alle 11, infatti la CGIL Funzione Pubblica, insieme alla Federazione Lavoratori della Conoscenza, ha organizzato un presidio dei lavoratori del Pubblico impiego.
All’origine della protesta, il decreto attuativo della legge 15/09, già denominato il “decreto Brunetta”.
Secondo i manifestanti la legge è un attacco diretto ai diritti dei lavoratori e mira a stravolgere un sistema contrattuale basato sulla contrattazione integrativa.
Una dlegazione dei lavoratori è stata ricevuta in prefettura, poi il corteo dei manifestanti si è spostato in Piazza De Ferrari per illustrare la situazione e confermare l’imegno, da parte delle OO.SS. Intervenute, a proseguire nelle iniziative contro la politica del governo in materia di pubblico impiego, scuola e università.

Lagaccio: continua la protesta contro la moschea

006Continua la protesta dei cittadini del Lagaccio e delle zone limitrofe contro la moschea. Ieri mercoledìì 29 aprile, alle ore 18 presso il campo sportivo “Felice Ceravolo” , il comitato cittadini del municipio centro est, ha invitato la cittadinanza ad un incontro pubblico, per ribadire il prorpio no all’ipotesi della moschea. Il luogo di culto islamico divrebbe sorgere nelle vicinanze del campo di calcio, nell’area attigua agli edifici della Telecom. Dopo numerosi tentennaenti e tramontata definitivamente l’ipotesi Cornigliano, il comune, per voce del sindaco aveva annunciato di voler insediare proprio in questa zona la moschea. La notizia era stata accolta con sfavore dalla cittadinanza e dal consiglio circoscrizionale della zona.
Oggi s ireplica con una nuova assemblea pubblica, questa volta lle ore ore 20 di San Giuseppe, presenti gli assessori ai Lavori Pubblici e al Patrimonio che risponderanno alle domande dei cittadini.

Pensioni: ancora proteste a Genova

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Non si placa la protesta dei pensionati genovesi. Anche oggi manifestazioni degli ex dipendenti di Ansaldo, Cap, a di altri enti pubblici, che a loro tempo hanno beneficiato dei contributi in materia di amianto.
I pensionati hanno bloccato diverse strade cittadine ed hanno, per la seconda volta in meno di un mese attuato un presidio davanti alla prefettura. All’origine della protesta la sospensione di circa una quarantina di pensioni, giudicate irregolari dall’Inps, che sta procedendo alla verifica degli emolumenti previsti ai propri assistiti. L’inserimento di un apposito emendamento nel decreto mille proroghe avrebbe certo contribuito a rasserenare gli animi, ma la posizione del governo non appare ancora sufficientemente chiara agli occhi dei pensionati.
Che hanno tutte l’intenzioni di proseguire ad oltranza la loro protesta, minacciando nei prossimi giorni, ulteriori blocchi e disagi alla popolazione.